martedì 6 agosto 2013

PAP-TEST, TAMPONI VAGINALI, BATTERIOLOGICI IN GRAVIDANZA: TUTTO A DOMICILIO



PAP-TEST

L'esame di screening per il collo dell'utero viene proposto a tutte le donne dai 20 anni, o dall'inizio dei rapporti sessuali, fino ai 65 anni quindi per coloro che si trovano nelle fasce di età in cui è più alto il rischio di contrarre il papilloma virus e altre infiammazioni o infezioni a carico dell'apparato genitale.
Il pap- test contente una diagnosi precoce e quindi anche di intervenire tempestivamente con le cure necessarie.

Cos'è il pap-test?

Un esame citologico molto utile per diagnosticare precocemente il tumore del collo dell'utero e le lesioni pre-tumorali della cervice uterina. Consiste in una delicata raccolta di cellule dal collo dell'utero con una spatola ed uno spazzolino; il materiale viene "strisciato" su di un vetrino e successivamente analizzato al microscopio.

Perchè sottoporsi a questo esame?

Il tumore del collo dell'utero si sviluppa molto lentamente e non è riconoscibile con una normale visita vaginale. Non dà segno della sua presenza per molto tempo ma diventa pericoloso se non viene individuato e curato precocemente.

A che età e con quale frequenza si fa il pap-test?

Si inizia circa dai 20-25 anni fino ai 65 anni e in base agli studi effettuati su questo tipo di patogeno dicono che deve essere effettuato ogni 3 anni ma chi desiderasse effettuarlo ogni anno è ben accetto.

Il pap-test è doloroso o pericoloso?

Il pap-test non è nè doloroso nè pericoloso in alcun modo.

Come e in quali tempi viene effettuato l'esame ed in quali tempi viene comunicato l'esito? Che succede se il risultato mostra alterazioni o è dubbio?

Dal momento in cui contatti le ostetriche viene dato un appuntamento in pochi giorni direttamente a casa tua in modo da essere più libera e tranquilla su spostamenti ed orari; l'ostetrica si porterà dietro tutto il materiale necessario. Il risultato dell'esame verrà comunicato in una settimana attraverso una chiamata dell'ostetrica. Qualora l'esito dell'esame sia dubbio o evidenzi alterazioni cellulari, non necessariamente di origine tumorale ma anche infiammatoria, l'interessata verrà contattata per concordare ulteriori accertamenti diagnostici da effettuare.

E' bene ricordare che:

In alcuni casi il pap-test non evidenzia lesioni della cervice uterina anche se presenti. Occorre inoltre ricordare che le lesioni pre-tumorali, in una vasta percentuale di casi, non evolvono verso lezioni più avanzate e addirittura possono regredire spontaneamente.

TAMPONI VAGINALI E BATTORIOLOGICI PER STREPTOCOCCO IN GRAVIDANZA


Il tampone vaginale è un esame diagnostico che viene eseguito tramite un tampone ovattato (una specie di cotton-fioc) e il cui scopo è quello di verificare l'eventuale presenza di microrganismi patogeni responsabili di processi infettivi a carico della vagina oppure della cervice uterina; in quest'ultimo caso si dovrebbe parlare più correttamente di tampone cervicale.

Tramite il tampone vaginale si esegue una raccolta della secrezione vaginale, una parte di essa viene posta su un vetrino, fissata con alcol metilico e inviata al laboratorio deputato alla sua analisi, un'altra parte invece viene posta in appositi contenitori e sarà utilizzata per effettuare il cosiddetto esame colturale, necessario per evidenziare l'eventuale crescita di batteri o miceti.
L'esecuzione dell'esame è abbastanza semplice; la donna si sdraia comodamente sul letto o sul proprio divano coperto da un telino ; l'ostetrica, illuminata la zona dove operare il prelievo, provvede, con un tampone inserito in vagina, all'asportazione di secreto vaginale e di cellule di sfaldamento.
Il tampone vaginale viene generalmente richiesto quando si vuole accertare l'eventuale presenza di processi infettivi a carico del tratto vaginale (uretriti, vaginiti ecc.); solitamente si ricorre a tale esame dopo che la paziente ha segnalato disturbi locali quali prurito e bruciore, dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali), problemi urinari.

Tampone vaginale: come prepararsi all'esame

Nel caso la pazienta stia effettuando una terapia antibiotica, si potrà procedere con l'esecuzione del tampone vaginale non prima che sia trascorsa almeno una settimana di tempo dalla fine di detto trattamento allo scopo di non falsare i risultati. I trattamenti non antibiotici (sia locali che generali) devono essere sospesi almeno tre o quattro giorni prima dell'esame.
Il tampone vaginale non dovrà essere eseguito durante il periodo mestruale al fine di non incorrere in falsi negativi; l'esame quindi dovrà essere effettuato o alcuni giorni prima dell'inizio delle mestruazioni oppure alcuni giorni dopo la loro fine.
La sera precedente l'esame si dovranno evitare sia l'introduzione in vagina di prodotti utilizzati per l'igiene intima sia il bagno in vasca; sono consentiti lavaggi esterni.
Nelle 24 ore che precedono l'esecuzione del tampone vaginale ci si dovrà astenere da rapporti sessuali.

Tampone vaginale e gravidanza


È buona norma, trascorse circa 36 settimane di gravidanza eseguire sia un tampone vaginale sia un tampone rettale allo scopo di ricercare l'eventuale presenza dello Streptococco beta-emolitico di gruppo B (Streptococcus agalactiae o anche SGB). 
Viene effettuato come un normale tampone vaginale.










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