martedì 1 gennaio 2013

LA MOXIBUSTIONE QUANDO IL BAMBINO E' PODALICO


La parola moxibustione deriva dal giapponese “mogusa” (varietà di artemisia).


La tecnica ha lo scopo di eccitare, mediante calore, i punti di agopuntura al fine di regolarizzare l’attività fisiologica del corpo.

La materia prima per la fabbricazione della moxa è l’Artemisia Vulgaris, una pianta molto comune anche nelle nostre regioni, che va raccolta subito dopo la fioritura (maggio), le foglie vengono separate, essiccate, pestate e setacciate fino ad ottenere una polvere fine ed un po’ appiccicosa. La moxa, che viene confezionata in rotoli simili a sigari.

Il punto da stimolare si trova nell’angolo ungueale sterno del mignolo del piede.

Si esegue 30 minuti al giorno per 7 giorni, possibilmente sempre alla stessa ora. Il momento migliore della giornata per eseguire la moxibustione è quello che permette più calma e relax, senza fretta ed interruzione, la tecnica infatti,non presenta difficoltà, ma richiede pazienza, precisione e collaborazione tra i partners.

Si effettua la stimolazione per 15 minuti sul piede destro e 15 minuti sul piede sinistro, eseguendo poi la conta dei movimenti fetali a partire dal secondo quarto d’ora e per un’ora complessiva.

Ciò che si verifica nella grande maggioranza dei casi trattati è un notevole aumento dei movimenti fetali avvertito dalla gestante, in genere già durante la moxibustione, e perdurante anche dopo la fine del trattamento, stimolati da un aumento moderato del tono dell’utero.

Le controindicazioni alla moxibustione sono:

Ipercontrattilità uterina e minaccia di parto prematuro

Pressione arteriosa alta o al limite della norma

Patologie di mamma o bimbo

Gravidanza gemellare

Vene varicose

L’epoca gestazionale consigliabile per iniziare la moxibustione è in genere 33-34 settimane in cui la probabilità di successo può risultare più alta rispetto che a termine o troppo precocemente.

E’ utile avere un riscontro ecografico prima del trattamento o essere certi del fatto che il bimbo sia podalico.

Un controllo ecografico può essere seguito dopo 7 giorni dall’inizio del trattamento che può essere protratto per ulteriori7 giorni nel caso in cui non ci fosse stata la versione del feto.

Se si avesse la sensazione di un cambio di posizione del bambino, può essere effettuato un controllo ecografico anticipato ( previo accordo telefonico con l’ostetrica). Se ci fosse la conferma dell’avvenuto rivolgimento, si dovrà sospendere il trattamento.



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