venerdì 3 agosto 2012

Parto a domicilio





Il desiderio per le donne che  non scelgono l’ospedale è quello di:

  •  trovare un luogo che possa offrire loro una tutela dei tempi e dei ritmi personali ma anche in sicurezza per se stesse per il nascituro;
  • poter essere seguite dalla stessa figura professionale dalla gravidanza fin dopo il parto

Il parto è un’esperienza talmente intima che tra le mura domestiche trova il suo luogo ideale.
L’ambiente è quello conosciuto con i propri averi, i propri spazi, i propri ritmi; è la coppia stessa che decide le regole, CHI ENTRA SI TROVA AD ESSERE OSPITE.
 Uno degli aspetti emozionali più rilevanti nella scelta è quello della paura che succeda qualcosa di imprevisto. Le donne si rendono conto che una percentuale di rischio esiste anche in ospedale, è insito nella natura o legato a errori umani e dimostrano di avere fiducia in sé e nelle risorse del bambino: esiste un senso di protezione profonda da parte di tutte le donne  che , in conseguenza al proprio sentire , scelgono , per esempio , dove far nascere il proprio bambino. Il senso di sicurezza dipende non tanto dalla struttura o dalla macchina quanto dalle persone, cioè le ostetriche.
 
Perché scegliere?
Una donna seguita dalla stessa ostetrica durante la gravidanza, il parto e il puerperio risulta meno a rischio e più soddisfatta rispetto a quella che incontra la propria ostetrica per la prima volta in sala parto.
Il parto è un evento intimo che va vissuto in tranquillità ma dall’altra parte può anche essere un evento traumatico e necessita di un luogo nel quale ci si possa sentire più contenute e consolate. E’ importante inoltre la conferma dei propri ideali, dimostrare che si può fare: “non mi metto a rischio ma scelgo una sicurezza”.

Bisogna puntualizzare che la percentuale di rischio è estremamente bassa (come dimostrano numerosi studi controllati e randomizzati in Gran Bretagna, Canada, Olanda…) proprio perché i punti di forza risiedono nella selezione iniziale in gravidanza, la valutazione delle caratteristiche di ciascuna coppia, l’esistenza delle condizioni ideali e permettenti il parto in condizioni di completa fisiologia e demandate allo specialista in caso di condizioni che deviano da tele condizione. 

Tutti  questi elementi vengono valutati dalle ostetriche in autonomia. Inoltre la continuità di assistenza, che  permette il riconoscimento di elementi che deviano dalla fisiologia e, così come affermano le ricerche scientifiche, rappresenta un elemento di sicurezza, soprattutto se basato su un rapporto di conoscenza e di fiducia. Questo è un altro esempio di come il modello dell’assistenza extraospedaliera permetta di conferire un maggior valore alla figura dell’ostetrica che si occupa della donna lungo tutto il percorso nascita. 

 Le ostetriche che asistono il parto sono sempre in 2, garantiscono una reperibilità a partire dalla 37esima settimana di gestazione ma è fondamentale anche la conoscenza e il rapporto che si instaura con la coppia.

All'inizio è previsto un colloquio conoscitivo per fornire le giuste informazioni e permettere quindi una scelta informata, dopodichè si organizza un piano di assistenza, sia in studio che a domicilio, per approfondire gli aspetti della gravidanza e della nascita di cui si sente l'esigenza. Ciò permette alla coppia e alle ostetriche di "scegliersi" e trovarsi.

Al parto le ostetriche rimarranno tutto il tempo necessario perchè ci sia una sorveglianza e una sicurezza dell'evento nascita, fino alle due ore del post partum.

Nelle 24 ore successive è prevista la visita con un medico pediatra.

Dopo il parto le ostetriche rimangono in contatto telefonico e si recano presso il domicilio della nuova famiglia nei giorni successivi finchè se ne sente l'esigenza.

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