domenica 22 aprile 2012

IL DOLORE

Dolore= strumento protettivo del nostro organismo molto utile.

Il DOLORE provato durante il travaglio e il parto è l'unico, nella nostra vita, che non sia sintomo di malattia. Esso è infatto il segnale del progredire di un evento biologico e fisiologico importantissimo che porta alla nascita di un nuovo individuo.

Una delle caratteristiche del dolore da parto è la  ritmicità (in sequenza: dolore-pausa; contrazione-rilasciamento; malessere-benessere), correlata alla presenza di contrazioni uterine e la dinamicità,  caratteristica variabile da donna a donna  in quanto la percezione è correlata ai vissuti ed al presente della singola partoriente. 
Il dolore del parto è quindi un dolore intermittente con una dinamica individuale e regolata dai bisogni della donna e dai bisogni del bambino. 

Fisiologicamente il dolore è dovuto a diversi fattori quali per esempio:
ñ  sovradistensione della parete muscolare dell'utero;
ñ  stiramento del collo dell'utero;
ñ  compressione sulle articolazioni del bacino, ecc...

Funzioni del dolore:

  1. Psichica  rappresentata dalla necessità di separarsi dal bambino, da un bambino che è contemporaneamente altro e parte integrante della donna, bambino immaginario, fantastico e bambino reale. (Meno il bambino è stato conosciuto durante la gravidanza e più difficile sarà il processo di separazione). Il dolore, quindi, rappresenta la necessità di spingere la donna nella direzione del distacco ma anche l'ineluttabilità della nascita spingendo così la donna a concentrare tutta l'attenzione nella propria pancia DOLORE COME ESPRESSIONE DELLA SEPARAZIONE che può essere alleviato solo favorendo un buon legame madre-bambino durante la gravidanza.
Una maggiore comunicazione tra madre-bambino rende la separazione più fluida, il parto più veloce e il dolore meno intenso.

  1. Fisica  il dolore suggerisce alla donna quello che sta accadendo al suo corpo momento per momento, a partire dal periodo prodromico a quello espulsivo mediante contrazioni via via sempre più intense. Questo, fin dai tempi passati, avveniva affichè la donna potesse raggiungere un luogo “sicuro”in cui partorire ed oggi è ancora così.
Verena Schimdt afferma che: “La funzione fisiologica del dolore è quella di proteggere il corpo da danni, mandando un segnale d'allarme riferito ad un aggressione in atto, di modo che l'aggredito possa agire per sottrarsi all'aggressione. In realtà il parto rappresenta un paradosso dal punto di vista fisiologico, la donna, per dare vita ad un'altra persona deve andare contro il proprio corpo, deve subire un "attacco" viscerale da parte del bambino, che va contro l' autoconservazione.”
Dal momento che il parto è un evento fisiologico, il dolore sembra un paradosso, tant'è vero che la psicoprofilassi alle sue origini l'ha classificato come un condizionamento negativa delle donne, una loro idea sbagliata. In realtà il dolore è una preziosa guida nel segnalare il processo di apertura dei propri visceri, della forte pressione sulle articolazioni e i nervi sacrali di fatto non è esente da pericolo, né per la madre, né per il bambino, e quindi e dare modo alla donna di correggere  la situazione attraverso l'azione. L’azione, in questo caso, migliore è quella dell’ “attacco” inteso come “andare verso…” e ciò è possibile soprattutto grazie al movimento. La libertà di potersi muovere, infatti, permette alla donna di assumere istintivamente le migliori posizioni per affrontare al meglio il dolore.

  1. Endocrina: il dolore mantiene la cascata ormonale che regola il travaglio, grazie a diversi processi, di catecolamine e ossitocina ma anche di prostaglandine e endorfine. Queste ultime svolgono una particolare funzione in quanto agiscono creando un’analgesia naturale e proteggendo dal dolore anche il bambino.
“Il dolore contiene in se anche gli strumenti per il suo superamento”.

  1. Spirituale: riguarda il processo di trasformazione personale.
  2. Energetica: inteso come liberazione di energia.

E’ importante notare come queste due ultime funzioni, più delle altre, facciano spiccare la valenza positiva del dolore, che è peraltro parte integrante ed indispensabile della vita quanto la gioia. Esso, però, diversamente dalle altre situazioni della vita in cui si prova, non è fine a se stesso bensì ha un ruolo importante nella nascita di una nuova vita ed è proprio per questo che dovrebbe essere vissuto come esperienza prezionsa da accogliere per la crescita personale e non negata o repressa. Bisognerebbe riuscire ad accoglierlo, capirlo, accettarlo e viverlo integrandolo nel nostro bagaglio di esperienza ed esistenza.

E’ come il mare, le onde salgono e poi si abbassano diventando via via sempre più travolgenti ma ogni volta tornano nel mare al punto di partenza.

Cercare di eliminare il dolore senza una giusta motivazione che ne giustifichi un intervento invasivo, è come interferire con il Progetto-Vita relativo alla riproduzione.  Occorre, invece, decodificarne il messaggio e comprenderne la funzione così che sia possibile una gestione maggiormente consapevole del travaglio ed un integrazione gioiosa di quella che è una delle esperienze più esaltanti della nostra vita. Quest’esperienza infatti ci mette in contatto con un’energia primordiale di enorme potenza e ci fornisce anche gli strumenti per affrontarla e superarla grazie a risposte fisiologiche del nostro corpo. Quindi è giusto che quando c’è espansione e la contrazione si dilata, la partoriente le vada incontro, sia attiva… “danzi la sua danza”! Mentre è importante assecondare la fase decrescente diminuendo progressivamente l’attività per poi rilassarsi tra una contrazione e l’altra.


METODI NATURALI per contenere il dolore

v  ACQUA: un bagno caldo o tiepido durante il travaglio rilassa i muscoli e favorisce il rilascio di endorfine oltre ad alleggerire il peso del corpo;

v  CALORE: permette il rilassamento dei muscoli. Possono essere utilizzati asciugamani caldi o borse dell’acqua calda o ancora sacchetti di riso riscaldati sia sulla schiena che sul basso ventre e può essere associato a questo anche un massaggio.

v  MASSAGGIO: aiuta a rilassare e favorire il rilascio di endorfine ma aiuta anche a sentire accanto a sé una persona cara capace di accoglierci e contenerci. Questo tipo di linguaggio pre-verbale ci dice che non siamo sole, La sensualità di questo massaggio può aiutare a sbloccare una situazione nella quale la rigidità muscolare localizzata nel perineo possa avere rallentato il travaglio.
v  RESPIRO: - una respirazione regolare aiuta a non farsi sopraffare dal dolore delle contrazioni;
                 - un buona ossigenazione aiuta a contrastare l’accumulo di acido lattico che crea
                   indolenzimento soprattutto nei travagli prolungati;
                 - se in gravidanza sono stati eseguiti continuativamente esercizi con i muscoli del perineo,
                   verrà spontaneo il meccanismo di rilassarli durante l’espirazione;

v  VOCE: una corrispondenza importante vi è tra la glottide aperta, ed in generale, la rilassatezza dei muscoli del collo, delle spalle e della bocca con il pavimento pelvico. E’ infatti vero che espirare a bocca aperta, lamentarsi, cantare o urlare  favorisce l’apertura del perineo. Si tratta quindi di sforgarsi in qualsiasi modo purchè venga spontaneo e non alimenti l’eccitazione.
v  ATTIVITA’: la libertà di movimento durante il travaglio e il parto gioca un ruolo importante nel livello di comfort della madre e nella durate e l’andamento del travaglio. Variare la posizioni, muoversi, passeggiare dondolare inoltre può favorire il giusto posizionamento del bambino ma anche l’ampliamento dei diametri del bacino facilitando la nascita del proprio bambino. 

v  SOSTEGNO EMOTIVO: sia di un’ostetrica già conosciuta in gravidanza sia dal partner.

v  AROMATERAPIA: olii essenziali vengono utilizzati per alleviare il dolore come salvia, camomilla ma anche verbena o mandarino e possono essere anche utilizzati per i massaggi.

v  FLORITERAPIA: fiori di bach.

v  OMEOPATIA.

Altri strumenti di contenimento del dolore possono essere:

- Far conoscere l’importanza e l’esistenza delle pause tra le contrazioni;
- Favorire l’istintualità e l’intuizione;
- La comunicazione affettiva con il partner o altra persona;
- Mantenere l’ambiente del parto intimo, protetto, favorente l’emergere dell’istintualità,      tenendo lontano elementi disturbanti e /o aggressivi.


Conclusione:
Abbiamo visto che il dolore è un ingrediente sgradito, ma fondamentale del travaglio fisiologico, è un elemento che attiva la donna e la rende più forte, la predispone al legame con il bambino, è fondamentale nella promozione della salute. La sua soppressione crea una serie notevole di complicanze nel processo del parto, ma sopratutto inibisce la reattività della donna e quindi la rende più debole, inoltre perde una grande occasione di fare un'esperienza importante su di sé. Toglie la gioia e l’esperienza estatica che solo l'alta carica ormonale del parto spontaneo dona.
Un informazione corretta deve tenere conto di questi fattori, e ci si deve chiedere se non vale la pena, lavorare più intensamente su questi temi prima del parto e investire di più nell'analgesia naturale e quindi nell'ostetrica. Certamente un travaglio fisiologico con il suo dolore è gestibile solo con il sostegno e la guida di un'ostetrica "sapiente" e paziente, che ha disponibilità di tempo.

redatto da Ostetrica Alessandra Parisi

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