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OSTETRICHE GENOVA- L'OSTETRICA è DI CASA
"Per tutti coloro che credono in una nascita libera, consapevole, potente, emozionante, amorevole, naturale... per chi crede nella continuità, nell'empatia, nel sostegno che l'ostetrica può dare...donna, mamma e molto di più! "
giovedì 3 maggio 2012
venerdì 27 aprile 2012
SUL DOLORE…
Parliamo di questo argomento perché è molto spesso il più
discusso.
Sul dolore in sé mi viene da dire che è un segnale di
qualcosa nel nostro corpo che non va bene,che fa male e che ha bisogno di cure,
di attenzione. Se proviamo dolore ci spaventiamo, non siamo tranquilli e
cerchiamo subito un rimedio. La malattia porta dolore, il danno fisico porta
dolore.
Il dolore del parto NON è LA STESSA COSA. Assolutamente no.
Non è un dolore “cattivo”, non è indicazione di qualcosa che non va ma di qualcosa
che procede, che va avanti per il suo corso fisiologico. Ci serve, ci aiuta…
sembra strano ma è proprio grazie a quella sensazione che possiamo capire che
qualcosa sta cambiando nel nostro corpo, che presto qualcosa di magnifico
accadrà ma non sarà inaspettato, noi saremo lì pronte ad accoglierlo… perché ci
ha avvertito prima!
Capite cosa voglio dire? Se un evento così intenso, così
forte e di cambiamento non fosse doloroso, probabilmente non avrebbe lo stesso
valore, partorire non sarebbe l’evento più appagante della nostra vita di donne,
sarebbe si magnifico, ma quel “passaggio” un po’ magico, un po’ anche
traumatico del divenire madre, non avverrebbe allo stesso modo.
Bisogna tener conto che la contrazione è come un’onda del
mare… datevi un minuto per provare a immaginarla….vedete come fa? va e viene,
viene e va….arriva lenta, lambisce il nostro ventre, ci porta in contatto con
tutte le fibre del nostro corpo e poi , lentamente si allontana… ci concede una
pausa.
Ma in quella pausa c’è tutto. C’è un mondo che si apre, ci
sono gli ormoni della felicità(le endorfine), quelli dell’amore(l’ossitocina)
che entrano in circolo e si entra in uno
stato dove l’ essere è puro e completamente immerso nel profondo. La donna è
completamente concentrata su di sé,estranea dal mondo razionale che la
circonda, abbandonata ad una sensazione completamente diversa dal dolore.
Si può provare a immaginare la contrazione come un grande
abbraccio? Un abbraccio che accoglie il vostro bambino nel mondo. (non sono
parole mie…le ho sentite nel film “orgasmic birth”, però le ho fatte mie perché
penso sia una bellissima immagine).
Se si riesce ad immaginare questo forse può esserci un
barlume di consolazione, forse ci si può sentire meno perse.
Bisogna ricordarsi poi che in tutto il percorso del
travaglio e del parto non si è soli…ci sono le persone che scegliamo noi, i
luoghi in cui ci sentiamo più protette, la musica, l’acqua, i massaggi… varie possibilità per riuscire a “stare
dentro” al dolore ( non ad “affrontarlo”, non stiamo combattendo contro nessuno!).
Sembrano belle come possibilità, no? Ad esempio se abbiamo l’epidurale non
possiamo entrare in acqua, nessuno ci fa i massaggi…e intanto lui o lei là
dentro continuano a sentire,a provare sensazioni, a sentire anche dolore… ma
noi non sentiamo le stesse cose, perché non è la stessa cosa se si mette
un“silenziatore” (analgesico).
Ora non voglio dire che chi non vuole debba provare il
dolore per forza, ma dico che ci si può provare a viverlo in un modo diverso,
che ci si può arrivare preparate, che è utile fare un lavoro su di sé e dentro
di sé per riuscirci. Bisogna anche credere un po’ di più nelle proprie capacità
e potenzialità!
domenica 22 aprile 2012
IL DOLORE
Dolore= strumento protettivo del nostro organismo molto utile.
Il DOLORE provato durante il travaglio e il parto è l'unico, nella nostra vita, che non sia sintomo di malattia. Esso è infatto il segnale del progredire di un evento biologico e fisiologico importantissimo che porta alla nascita di un nuovo individuo.
Una delle caratteristiche del dolore da parto è la ritmicità (in sequenza: dolore-pausa; contrazione-rilasciamento; malessere-benessere), correlata alla presenza di contrazioni uterine e la dinamicità, caratteristica variabile da donna a donna in quanto la percezione è correlata ai vissuti ed al presente della singola partoriente.
Il dolore del parto è quindi un dolore intermittente con una dinamica individuale e regolata dai bisogni della donna e dai bisogni del bambino.
Fisiologicamente il dolore è dovuto a diversi fattori quali per esempio:
ñ sovradistensione della parete muscolare dell'utero;
ñ stiramento del collo dell'utero;
ñ compressione sulle articolazioni del bacino, ecc...
Funzioni del dolore:
- Psichica → rappresentata dalla necessità di separarsi dal bambino, da un bambino che è contemporaneamente altro e parte integrante della donna, bambino immaginario, fantastico e bambino reale. (Meno il bambino è stato conosciuto durante la gravidanza e più difficile sarà il processo di separazione). Il dolore, quindi, rappresenta la necessità di spingere la donna nella direzione del distacco ma anche l'ineluttabilità della nascita spingendo così la donna a concentrare tutta l'attenzione nella propria pancia → DOLORE COME ESPRESSIONE DELLA SEPARAZIONE che può essere alleviato solo favorendo un buon legame madre-bambino durante la gravidanza.
Una maggiore comunicazione tra madre-bambino rende la separazione più fluida, il parto più veloce e il dolore meno intenso.
- Fisica → il dolore suggerisce alla donna quello che sta accadendo al suo corpo momento per momento, a partire dal periodo prodromico a quello espulsivo mediante contrazioni via via sempre più intense. Questo, fin dai tempi passati, avveniva affichè la donna potesse raggiungere un luogo “sicuro”in cui partorire ed oggi è ancora così.
Verena Schimdt afferma che: “La funzione fisiologica del dolore è quella di proteggere il corpo da danni, mandando un segnale d'allarme riferito ad un aggressione in atto, di modo che l'aggredito possa agire per sottrarsi all'aggressione. In realtà il parto rappresenta un paradosso dal punto di vista fisiologico, la donna, per dare vita ad un'altra persona deve andare contro il proprio corpo, deve subire un "attacco" viscerale da parte del bambino, che va contro l' autoconservazione.”
Dal momento che il parto è un evento fisiologico, il dolore sembra un paradosso, tant'è vero che la psicoprofilassi alle sue origini l'ha classificato come un condizionamento negativa delle donne, una loro idea sbagliata. In realtà il dolore è una preziosa guida nel segnalare il processo di apertura dei propri visceri, della forte pressione sulle articolazioni e i nervi sacrali di fatto non è esente da pericolo, né per la madre, né per il bambino, e quindi e dare modo alla donna di correggere la situazione attraverso l'azione. L’azione, in questo caso, migliore è quella dell’ “attacco” inteso come “andare verso…” e ciò è possibile soprattutto grazie al movimento. La libertà di potersi muovere, infatti, permette alla donna di assumere istintivamente le migliori posizioni per affrontare al meglio il dolore.
- Endocrina: il dolore mantiene la cascata ormonale che regola il travaglio, grazie a diversi processi, di catecolamine e ossitocina ma anche di prostaglandine e endorfine. Queste ultime svolgono una particolare funzione in quanto agiscono creando un’analgesia naturale e proteggendo dal dolore anche il bambino.
“Il dolore contiene in se anche gli strumenti per il suo superamento”.
- Spirituale: riguarda il processo di trasformazione personale.
- Energetica: inteso come liberazione di energia.
E’ importante notare come queste due ultime funzioni, più delle altre, facciano spiccare la valenza positiva del dolore, che è peraltro parte integrante ed indispensabile della vita quanto la gioia. Esso, però, diversamente dalle altre situazioni della vita in cui si prova, non è fine a se stesso bensì ha un ruolo importante nella nascita di una nuova vita ed è proprio per questo che dovrebbe essere vissuto come esperienza prezionsa da accogliere per la crescita personale e non negata o repressa. Bisognerebbe riuscire ad accoglierlo, capirlo, accettarlo e viverlo integrandolo nel nostro bagaglio di esperienza ed esistenza.
E’ come il mare, le onde salgono e poi si abbassano diventando via via sempre più travolgenti ma ogni volta tornano nel mare al punto di partenza.
Cercare di eliminare il dolore senza una giusta motivazione che ne giustifichi un intervento invasivo, è come interferire con il Progetto-Vita relativo alla riproduzione. Occorre, invece, decodificarne il messaggio e comprenderne la funzione così che sia possibile una gestione maggiormente consapevole del travaglio ed un integrazione gioiosa di quella che è una delle esperienze più esaltanti della nostra vita. Quest’esperienza infatti ci mette in contatto con un’energia primordiale di enorme potenza e ci fornisce anche gli strumenti per affrontarla e superarla grazie a risposte fisiologiche del nostro corpo. Quindi è giusto che quando c’è espansione e la contrazione si dilata, la partoriente le vada incontro, sia attiva… “danzi la sua danza”! Mentre è importante assecondare la fase decrescente diminuendo progressivamente l’attività per poi rilassarsi tra una contrazione e l’altra.
METODI NATURALI per contenere il dolore
v ACQUA: un bagno caldo o tiepido durante il travaglio rilassa i muscoli e favorisce il rilascio di endorfine oltre ad alleggerire il peso del corpo;
v CALORE: permette il rilassamento dei muscoli. Possono essere utilizzati asciugamani caldi o borse dell’acqua calda o ancora sacchetti di riso riscaldati sia sulla schiena che sul basso ventre e può essere associato a questo anche un massaggio.
v MASSAGGIO: aiuta a rilassare e favorire il rilascio di endorfine ma aiuta anche a sentire accanto a sé una persona cara capace di accoglierci e contenerci. Questo tipo di linguaggio pre-verbale ci dice che non siamo sole, La sensualità di questo massaggio può aiutare a sbloccare una situazione nella quale la rigidità muscolare localizzata nel perineo possa avere rallentato il travaglio.
v RESPIRO: - una respirazione regolare aiuta a non farsi sopraffare dal dolore delle contrazioni;
- un buona ossigenazione aiuta a contrastare l’accumulo di acido lattico che crea
indolenzimento soprattutto nei travagli prolungati;
- se in gravidanza sono stati eseguiti continuativamente esercizi con i muscoli del perineo,
verrà spontaneo il meccanismo di rilassarli durante l’espirazione;
v VOCE: una corrispondenza importante vi è tra la glottide aperta, ed in generale, la rilassatezza dei muscoli del collo, delle spalle e della bocca con il pavimento pelvico. E’ infatti vero che espirare a bocca aperta, lamentarsi, cantare o urlare favorisce l’apertura del perineo. Si tratta quindi di sforgarsi in qualsiasi modo purchè venga spontaneo e non alimenti l’eccitazione.
v ATTIVITA’: la libertà di movimento durante il travaglio e il parto gioca un ruolo importante nel livello di comfort della madre e nella durate e l’andamento del travaglio. Variare la posizioni, muoversi, passeggiare dondolare inoltre può favorire il giusto posizionamento del bambino ma anche l’ampliamento dei diametri del bacino facilitando la nascita del proprio bambino.
v SOSTEGNO EMOTIVO: sia di un’ostetrica già conosciuta in gravidanza sia dal partner.
v AROMATERAPIA: olii essenziali vengono utilizzati per alleviare il dolore come salvia, camomilla ma anche verbena o mandarino e possono essere anche utilizzati per i massaggi.
v FLORITERAPIA: fiori di bach.
v OMEOPATIA.
Altri strumenti di contenimento del dolore possono essere:
- Far conoscere l’importanza e l’esistenza delle pause tra le contrazioni;
- Favorire l’istintualità e l’intuizione;
- La comunicazione affettiva con il partner o altra persona;
- Mantenere l’ambiente del parto intimo, protetto, favorente l’emergere dell’istintualità, tenendo lontano elementi disturbanti e /o aggressivi.
Conclusione:
Abbiamo visto che il dolore è un ingrediente sgradito, ma fondamentale del travaglio fisiologico, è un elemento che attiva la donna e la rende più forte, la predispone al legame con il bambino, è fondamentale nella promozione della salute. La sua soppressione crea una serie notevole di complicanze nel processo del parto, ma sopratutto inibisce la reattività della donna e quindi la rende più debole, inoltre perde una grande occasione di fare un'esperienza importante su di sé. Toglie la gioia e l’esperienza estatica che solo l'alta carica ormonale del parto spontaneo dona.
Un informazione corretta deve tenere conto di questi fattori, e ci si deve chiedere se non vale la pena, lavorare più intensamente su questi temi prima del parto e investire di più nell'analgesia naturale e quindi nell'ostetrica. Certamente un travaglio fisiologico con il suo dolore è gestibile solo con il sostegno e la guida di un'ostetrica "sapiente" e paziente, che ha disponibilità di tempo.
redatto da Ostetrica Alessandra Parisi
redatto da Ostetrica Alessandra Parisi
giovedì 15 marzo 2012
sabato 8 ottobre 2011
Riflessioni sul NASCERE A CASA. Dal sito www.dydmedicinaintegrativa.it
Riflessioni sul NASCERE A CASA
Dal sito www.dydmedicinaintegrativa.it
Illustrare e mettere in luce il significato e il valore di una nascita che avviene in casa non è impresa da poco! Ma visto che questo tema ci piace particolarmente… ci proviamo… Partiamo da un dato certo, in cui molti si riconosceranno: il parto in casa oggi è considerato dalla stragrande maggioranza delle persone (inclusi gli addetti ai lavori) un tabù: NON se ne parla, NON è un argomento che sfiora i pensieri di una coppia in attesa. Nei corsi prenatali è raro trovare genitori che facciano domande sulla possibilità di partorire il proprio bimbo a domicilio! Le richieste sono poche…ma perché? Eppure gli studi più recenti e la letteratura scientifica affermano che il parto “programmato” a casa è più sicuro per mamma e bambino rispetto ad una nascita in ambiente ospedaliero dove si ricorre ad interventi di routine. Ma né le istituzioni né i neogenitori sembrano essere sensibili a tutto questo … e si continua ad alimentare la paura e la filosofia del “e se succede qualcosa”?
Proviamo a fornire qualche spiegazione.
Cosa intendiamo con evento sicuro? Quali garanzie ci sono a casa?
Il parto a domicilio avviene nell’ambito della fisiologia: un momento di grande salute in cui la biologia femminile esprime tutta la sua forza e potenza. Fisiologiche sono tutte quelle funzioni che non hanno bisogno di aiuti esterni e tantomeno tecnologici per avvenire. L’etimologia stessa della parola è data da fisio = natura e logico = processo fisico naturale. Quindi, per avere degli esiti favorevoli, con dati, numeri e percentuali di mamme e bambini in miglior stato di salute alla nascita, bisogna cercare di stare nella fisiologia, di non alterarla!
Ottenere ciò, a casa, è molto più semplice e naturale in quanto il controllo è dato alla coppia. E’ la coppia che sceglie questa strada, è la coppia che decide “quando” chiamare le ostetriche conosciute in gravidanza e con le quali si è creato un rapporto di reciproca fiducia.
Le ostetriche entrano in casa del nuovo nascente in punta di piedi, silenziosamente, chiedendo il permesso! A casa la donna usa le sue risorse, con i suoi tempi ed i suoi ritmi. Anche il bambino viene accolto in modo fisiologico – e qui si potrebbe aprire un intero trattato - nessuno lo disturba perché non c’è bisogno di fare niente se non tenerlo al caldo con sua madre e suo padre!
Noi ostetriche ci limitiamo a vigilare, osservare, ad esserci… senza necessariamente compiere interventi esterni. Seguiamo linee guida nazionali e siamo attrezzate per l’emergenza di 1° livello. Ma le linee guida non sono protocolli imperativi: sono una “guida”, uno strumento di riferimento per assumere decisioni, raccomandazioni per compiere scelte, scelte però da condividere sempre con la diretta interessata: la donna! La donna, nella propria casa, fa lei… quante donne, in relazione alla nascita del proprio bambino, pensano:”ok piccolo, siamo io e te a giocare la partita! Stai tranquillo, mamma ce la fa! Sono capace… o almeno ci provo! So che anche tu conosci la strada o almeno proverai! Bene, coraggio, ci aiuteremo a vicenda!... .Non siamo soli, c’è anche papà, qualcosa saprà fare pure lui! (?) Ah, poi le ostetriche… loro ne hanno viste di nascite!!!”
Quante donne oggi decidono di assumersi la responsabilità della nascita del proprio figlio?
Di solito dicono: “… Andiamo lì a partorire ne ho sentito parlar bene… sono bravi! … Sapranno cosa fare! … Le ostetriche sono bravissime e ti aiutano… poi c’è l’epidurale, al limite il taglio cesareo… sì, lì te lo fanno!...” Questi pensieri denotano la volontà di attribuire a risorse esterne e ad altri ogni competenza: aspettative altissime, responsabilità circa l’esito del parto scaricate tutte su operatori sanitari e ospedale! Ma questi sono spesso i pensieri degli stessi operatori dei punti nascita che, così facendo, favoriscono questa mentalità di delega, in grado di creare dipendenza. E’ così che nasce l’ostetricia “difensiva”, in cui solo il seguire interventi standard preserva dalle denunce – “… io ho seguito i protocolli…” -, ci si sente “protetti” e al “sicuro” nell’ambiente medicalizzato anche se le percentuali di ricorso ad induzioni farmacologiche e parti operativi cresce a dismisura: meno salute per donna e bambini, maggiore spesa sanitaria per tutti.
Perché allora stupirsi dell’esistenza di così tanti “pregiudizi” sul parto a casa e così poche richieste?
Decidere per il parto a casa presuppone “cambiare” in prima persona il modo di affrontare la nascita e, soprattutto, acquisire piena consapevolezza delle tante e significative potenzialità che sono in tutti noi!
La decisione di compiere una scelta così diversa da quello che “fanno tutti” va attentamente ponderata, ci si deve interrogare a fondo, riflettere.
Si tratta di compiere un percorso, un viaggio non facilissimo, come per tutto ciò che va controcorrente e che non trova un’immediata approvazione da parte di amici, parenti, ginecologo. Un percorso che però riflette e risponde a bisogni profondi di protezione, personalizzazione, unicità, intimità, … un percorso che porta a grandi soddisfazioni!
“Chi ben comincia è a metà dell’opera”
(detto popolare)
Le Ostetriche del Centro Jesta
E noi condividiamo!
Dal sito www.dydmedicinaintegrativa.it
Illustrare e mettere in luce il significato e il valore di una nascita che avviene in casa non è impresa da poco! Ma visto che questo tema ci piace particolarmente… ci proviamo… Partiamo da un dato certo, in cui molti si riconosceranno: il parto in casa oggi è considerato dalla stragrande maggioranza delle persone (inclusi gli addetti ai lavori) un tabù: NON se ne parla, NON è un argomento che sfiora i pensieri di una coppia in attesa. Nei corsi prenatali è raro trovare genitori che facciano domande sulla possibilità di partorire il proprio bimbo a domicilio! Le richieste sono poche…ma perché? Eppure gli studi più recenti e la letteratura scientifica affermano che il parto “programmato” a casa è più sicuro per mamma e bambino rispetto ad una nascita in ambiente ospedaliero dove si ricorre ad interventi di routine. Ma né le istituzioni né i neogenitori sembrano essere sensibili a tutto questo … e si continua ad alimentare la paura e la filosofia del “e se succede qualcosa”?
Proviamo a fornire qualche spiegazione.
Cosa intendiamo con evento sicuro? Quali garanzie ci sono a casa?
Il parto a domicilio avviene nell’ambito della fisiologia: un momento di grande salute in cui la biologia femminile esprime tutta la sua forza e potenza. Fisiologiche sono tutte quelle funzioni che non hanno bisogno di aiuti esterni e tantomeno tecnologici per avvenire. L’etimologia stessa della parola è data da fisio = natura e logico = processo fisico naturale. Quindi, per avere degli esiti favorevoli, con dati, numeri e percentuali di mamme e bambini in miglior stato di salute alla nascita, bisogna cercare di stare nella fisiologia, di non alterarla!
Ottenere ciò, a casa, è molto più semplice e naturale in quanto il controllo è dato alla coppia. E’ la coppia che sceglie questa strada, è la coppia che decide “quando” chiamare le ostetriche conosciute in gravidanza e con le quali si è creato un rapporto di reciproca fiducia.
Le ostetriche entrano in casa del nuovo nascente in punta di piedi, silenziosamente, chiedendo il permesso! A casa la donna usa le sue risorse, con i suoi tempi ed i suoi ritmi. Anche il bambino viene accolto in modo fisiologico – e qui si potrebbe aprire un intero trattato - nessuno lo disturba perché non c’è bisogno di fare niente se non tenerlo al caldo con sua madre e suo padre!
Noi ostetriche ci limitiamo a vigilare, osservare, ad esserci… senza necessariamente compiere interventi esterni. Seguiamo linee guida nazionali e siamo attrezzate per l’emergenza di 1° livello. Ma le linee guida non sono protocolli imperativi: sono una “guida”, uno strumento di riferimento per assumere decisioni, raccomandazioni per compiere scelte, scelte però da condividere sempre con la diretta interessata: la donna! La donna, nella propria casa, fa lei… quante donne, in relazione alla nascita del proprio bambino, pensano:”ok piccolo, siamo io e te a giocare la partita! Stai tranquillo, mamma ce la fa! Sono capace… o almeno ci provo! So che anche tu conosci la strada o almeno proverai! Bene, coraggio, ci aiuteremo a vicenda!... .Non siamo soli, c’è anche papà, qualcosa saprà fare pure lui! (?) Ah, poi le ostetriche… loro ne hanno viste di nascite!!!”
Quante donne oggi decidono di assumersi la responsabilità della nascita del proprio figlio?
Di solito dicono: “… Andiamo lì a partorire ne ho sentito parlar bene… sono bravi! … Sapranno cosa fare! … Le ostetriche sono bravissime e ti aiutano… poi c’è l’epidurale, al limite il taglio cesareo… sì, lì te lo fanno!...” Questi pensieri denotano la volontà di attribuire a risorse esterne e ad altri ogni competenza: aspettative altissime, responsabilità circa l’esito del parto scaricate tutte su operatori sanitari e ospedale! Ma questi sono spesso i pensieri degli stessi operatori dei punti nascita che, così facendo, favoriscono questa mentalità di delega, in grado di creare dipendenza. E’ così che nasce l’ostetricia “difensiva”, in cui solo il seguire interventi standard preserva dalle denunce – “… io ho seguito i protocolli…” -, ci si sente “protetti” e al “sicuro” nell’ambiente medicalizzato anche se le percentuali di ricorso ad induzioni farmacologiche e parti operativi cresce a dismisura: meno salute per donna e bambini, maggiore spesa sanitaria per tutti.
Perché allora stupirsi dell’esistenza di così tanti “pregiudizi” sul parto a casa e così poche richieste?
Decidere per il parto a casa presuppone “cambiare” in prima persona il modo di affrontare la nascita e, soprattutto, acquisire piena consapevolezza delle tante e significative potenzialità che sono in tutti noi!
La decisione di compiere una scelta così diversa da quello che “fanno tutti” va attentamente ponderata, ci si deve interrogare a fondo, riflettere.
Si tratta di compiere un percorso, un viaggio non facilissimo, come per tutto ciò che va controcorrente e che non trova un’immediata approvazione da parte di amici, parenti, ginecologo. Un percorso che però riflette e risponde a bisogni profondi di protezione, personalizzazione, unicità, intimità, … un percorso che porta a grandi soddisfazioni!
“Chi ben comincia è a metà dell’opera”
(detto popolare)
Le Ostetriche del Centro Jesta
E noi condividiamo!
lunedì 19 settembre 2011
DISTURBI IN GRAVIDANZA: Prevenzione,rimedi, esercizi
La gravidanza è una condizione fisiologica ma quando si presentano dei piccoli problemi ecco come risolverli nel modo più naturale possibile.
DISTURBI PIU’ COMUNI
DISTURBI PIU’ COMUNI
•Mal di schiena
•Crampi
•Varici
•Emorroidi
•Stipsi- costipazione
•Stanchezza- astenia
•Insonnia
•Lipotimie-vertigini-capogiri
Mal di schiena
Prevenzione:
•Assumere e mantenere posture corrette che rendano minima la curvatura della colonna vertebrale
•Fare esercizi regolari
•Camminare-nuotare
•Piegare le ginocchia per sollevare pesi
Mantenere un regolare aumento di pesoEsercizi:
•Carponi, ben appoggiate sulle mani e sulle ginocchia
•Inspirare inarcando la schiena verso il basso,alzando il capo e gli occhi verso l’alto,contraendo i glutei
•Espirare inarcando la schiena verso l’alto e abbassare la testa avvicinando il mento allo sterno
•Torsione ginocchia-torace:
•Distendersi sulla schiena e portare le ginocchia piegate sul petto,le braccia sono aperte e distese
•Lentamente ruotare le gambe da un lato al ritmo del respiro, mentre la testa ruota nell’altro senso
domenica 1 maggio 2011
Il parto a domicilio dal 2001 al 2011 : condividiamo l’esperienza
| Ora | lunedì 2 maggio · 8.30 - 11.30 |
|---|---|
| Luogo | Sala riunione Croce Rossa Via riva 1 Parma |
È stata inoltrata richiesta per crediti formativi ECM per ostetriche e medici Programma ore 8.45 Introduzione, i riferimenti legislativi relatrice d.ssa Paola Salvini ore 9.00 La storia, le donne,le donne insieme relatori ost. Giulia Esposito, Rossana Monica, ass. Futura ore 9.40 Il progetto e il modello assistenziale relatrice ost. Marilena Toscani ore 10.00 L’assistenza, il protocollo, i dati relatori ost. Cristina Lottici, dr. Paolo Bocchia ore 10.30 La continuità nel percorso:il trasferimento relatrice ost. Patrizia Farolini Ore 10.45 Discussione e Coffee Break ore 11.10 Indagine conoscitiva tra donne e ostetriche Relatrice ost Teresa-Lin Simonazzi di Lorenzo ore 11.20 La spinta motivazionale nella scelta professionale relatrice ost. Monica Parizzi ore 11.35 Applicabilità del modello assistenziale sperimentato lavoro di gruppo ore 12.15 Proiezione film ore 13.00 Conclusione | |
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